Ultima modifica: 21 novembre 2014

Chi siamo

 

PANORAMA

LA SCUOLA

L’Istituto comprensivo di Ilbono comprende la scuola dell’Infanzia (tre plessi , a Ilbono ad Elini e ad Arzana); la scuola Primaria (tre plessi, negli stessi paesi); la scuola Secondaria di primo grado ( a Ilbono e ad Arzana).Dal settembre 2007 Dirigente dell’Istituto è Dott. Antonio Tului.Nasce come istituto verticalizzato nel 1995/96,e negli anni , sotto l’apprezzata dirigenza del Dott. Aldo Congiu, si è caratterizzato come un importante presidio culturale: si è via via aperto verso l’esterno per valorizzare il proprio territorio, per sviluppare rapporti costruttivi con le altre agenzie educative, per tentare di recuperaree conservare la memoria collettiva della comunità, per permettere agli alunni di uscire dall’ambito paesano e di confrontarsi con altre realtà. Ma l’Istituto si è anche “guardato dentro” ,compiendo grandi sforzi di cambiamento e sperimentazioneper migliorare la qualità della didattica e per proporre un’offerta formativa sempre più differenziata ed articolata, in grado di rispondere alle mutate esigenze degli alunni e delle loro famiglie.Per raggiungere questi obiettivi ha costantemente incrementato il proprio patrimonio librario, tecnologico e multimediale.

IL TERRITORIO

Gli alunni dell’Istituto comprensivo provengono da Ilbono ,Elini due piccoli paesi collinari ogliastrini rispettivamente di circa 2255 e 560 abitanti,ed Arzana paese montano ogliastrino di circa 2700 abitanti. Il territorio , immerso in una vegetazione ricca di vigneti ed uliveti, gode di una meravigliosa posizione panoramica sulla zona costiera dell’Ogliastra ed è ricchissimo di repertiarcheologici (nuraghi, domus de janas, tombe dei giganti e tombe romane), che, insieme con le zone boschive, costituiscono motivo di attrazione turistica.Nei tre centri, attività economiche tradizionali come agricoltura e pastorizia sono in genere praticate nel tempo libero, anche se l’olivicoltura conserva ancora una certa importanza e anzi rappresenta un’attività in costante ascesa. Oggi, però, il settore trainante dell’economia è l’artigianato: ad esso si dedicano, con buoni risultati, molti giovani. L’edilizia conta più di 200 lavoratori, e i muratori di Arzana e Ilbono sono conosciuti in tutta la Sardegna per la loro perizia ed operosità. Altre attività artigianali caratteristiche sono esercitate dalle donne , che hanno contribuito al progresso del paese recuperando e reinterpretando con mentalità imprenditoriale tradizioni ormai agonizzanti , come la tessitura: eseguiti con l’antico telaio,i tappeti, le coperte , gli arazzi, sono davvero splendidi per decori e ricami.Nei centri di Ilbono ed Elini le attività economiche tradizionali come agricoltura e pastorizia sono in genere praticate nel tempo libero,mentre ad Arzana l’agricoltura rappresenta una delle fonti di reddito maggiori per molte famiglie. L’olivicoltura conserva ancora una certa importanza e anzi rappresenta un’attività in costante ascesa. Oggi, però, il settore trainante dell’economia è l’artigianato: ad esso si dedicano, con buoni risultati, molti giovani.  Molto apprezzata nei dintorni è la lavorazione artigianale del legno; ancora praticata da abili artigiani è poi la lavorazione dei cestini in giunco, vimini o canna.in tempi di grave e generalizzata crisi occupazionale, Arzana , Ilbono ed Elini non fanno eccezione. Nelle fasce giovanili, nonostante i progressi dell’artigianato, continua a farsi sentire la mancanza di prospettive di lavoro: secondo l’ultimo censimento, il tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni è del 70 % ad Elini, del 73% ad Ilbono. Unita alla difficoltà nell’integrare i valori tradizionali e alla presenza di modelli di identificazione negativi, la disoccupazione ha talvolta determinato episodi di disagio sociale.Negli ultimi anni la situazione è sembrata però migliorare: le agenzie educative e le forze sociali hanno stretto legami più saldi per offrire insieme spazi e occasioni di formazione sempre più numerosi e significativi.La scuola si trova dunque oggi ad agire con il sostegno delle famiglie più disponibili, delle Amministrazioni Comunali, della Parrocchia, delle Società Sportive, della Pro Loco e delle Associazioni di volontariato. In questa situazione, che insieme alle molte ombre vede anche non pochi, fondati motivi di speranza, la Scuola sprecherebbe un’importantissima occasione se promuovesse la cultura come processo distante dai problemi locali e dalla realtà in cui opera. Può invece riuscire a proiettare i giovani nel nostro tempo, fornendoli dell’àncora costituita dalla certezza e dall’orgoglio di un’appartenenza locale, se li aiuterà ad acquistare consapevolezza e rispetto per le proprie radici, ad apprezzare l’eredità del passato, a ricucire rapporti con gli adulti e con gli anziani .

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